L'INTELLIGENZA
L'INTELLIGENZA
L’intelligenza è l’insieme delle capacità che ci permettono di:
pensare e ragionare,
capire le cose,
spiegare quello che succede,
risolvere problemi,
comunicare con gli altri,
adattarci all’ambiente.
In parole semplici, intelligenza significa “capire dentro”, cioè andare oltre quello che si vede subito e saper ragionare.
2. Come si misura l’intelligenza
Durante il Novecento, gli studiosi hanno creato dei test di intelligenza per provare a misurare le capacità delle persone.
I test servono per:
individuare chi ha difficoltà e ha bisogno di aiuto,
capire se qualcuno ha capacità straordinarie (cioè è un genio).
Tuttavia, questi test non misurano tutto: per esempio, non valutano bene il talento artistico o creativo. Inoltre, se usati male, possono creare discriminazioni.
3. Il Q.I. (Quoziente di Intelligenza)
Il primo test di intelligenza fu creato nel 1905 da Alfred Binet e Théodore Simon, per aiutare i bambini francesi in difficoltà a scuola.
Il test si basava su due concetti:
Età cronologica: quanti anni ha il bambino.
Età mentale: a che livello si trova il suo sviluppo mentale.
Q.I. = (età mentale / età cronologica) × 10 Esempio:
Se un bambino ha 7 anni e ragiona come uno di 7 anni, il suo Q.I. è 100 quindi nella media.
Se ragiona come uno di 9 anni, il Q.I. è 128 quindi sopra la media.
Se ragiona come uno di 5 anni, il Q.I. è 71 quindi sotto la media.
4. La curva a campana (test di Wechsler)
Nel 1939, lo psicologo David Wechsler ha creato un nuovo tipo di test che:
non usa più l’età mentale,
confronta invece il punteggio di una persona con la media di tutte le persone della sua età.
Il risultato segue una curva a campana:
La media è 100.
La maggior parte delle persone (circa 68%) ha un Q.I. tra 85 e 115, cioè rientra nella media.
I punteggi molto alti o molto bassi sono più rari.
Wechsler ha diviso le prove in:
Verbali: cultura generale, parole, comprensione.
Non verbali: figure, riordinamento, logica visiva.
Le prove non verbali sono importanti perché misurano l’intelligenza senza dipendere troppo dalla scuola o dalla cultura.

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