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  INTELLIGENZA EREDITARIA Platone e l’idea dei “migliori” Il filosofo greco Platone pensava che solo i più intelligenti dovessero governare lo Stato. Secondo lui, l’intelligenza si eredita dai genitori e per questo i “migliori” dovevano fare figli solo tra loro. Questa idea ha ispirato, secoli dopo, una vera e propria teoria chiamata eugenetica. Cos’è l’eugenetica? L’eugenetica è nata nel 1867 con Francis Galton, cugino di Darwin. Secondo lui, bisognava impedire alle persone considerate “deboli” o “inferiori” di avere figli, per migliorare la razza umana. In realtà, queste idee erano sbagliate e basate su pregiudizi, perché le persone povere non avevano accesso a una buona istruzione o a buone condizioni di vita. Le gravi conseguenze Negli Stati Uniti, dal 1907, si cominciò a sterilizzare persone con problemi mentali o comportamenti giudicati negativi. Lo stesso venne fatto per bloccare l’ingresso degli immigrati, giudicati “inferiori”, anche se non conoscevano l’inglese e non capi...

L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE

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 L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE Il termine “intelligenza artificiale” (in inglese Artificial Intelligence, o A.I.) è stato usato per la prima volta nel 1956 da John McCarthy, uno studioso americano. Con questa espressione si indica la scienza che studia come far funzionare le macchine in modo intelligente, cioè come se avessero un’intelligenza simile a quella umana. In pratica, si tratta di programmare un software (cioè un programma) che comandi una macchina (l’hardware) e le faccia fare cose che richiedono pensiero o decisioni. Questa materia interessa tante discipline: informatica, matematica, ma anche etica e filosofia.   1. I DUE TIPI DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE SONO Intelligenza artificiale debole È un programma che sa fare solo un compito specifico, e lo fa bene. Esempi: Deep Blue, il computer che nel 1996 ha battuto il campione mondiale di scacchi. Siri, l’assistente vocale dell’iPhone, che risponde alle nostre domande. Però non può fare altro al di fuori del compito per cu...

GOLEMAN

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  GOLEMAN Nel 1995, lo psicologo americano Daniel Goleman ha scritto un libro molto famoso dove ha parlato di un tipo speciale di intelligenza: l’intelligenza emotiva. Cos’è l’intelligenza emotiva? È la capacità di: capire le proprie emozioni (come gioia, rabbia, paura…), controllarle, e capire anche le emozioni degli altri. Secondo Goleman, sapere riconoscere le emozioni aiuta a vivere meglio, a risolvere i problemi e a raggiungere gli obiettivi. Le emozioni, infatti, influenzano il nostro modo di pensare e agire. Le 5 caratteristiche dell’intelligenza emotiva secondo Goleman: Consapevolezza di sé: sapere cosa stai provando e riconoscere le tue emozioni. Autocontrollo (dominio di sé): saper gestire le emozioni per non farsi bloccare o distrarre. Motivazione: avere voglia di fare le cose, capendo cosa ti spinge a farle. Empatia: capire come si sentono gli altri e mettersi nei loro panni. Abilità sociali: saper stare con gli altri, parlare bene e creare buone relazioni.

GARDNER

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 GARDNER Lo psicologo americano Howard Gardner ha detto che l’intelligenza non è una sola, come diceva il Q.I., ma ci sono tanti tipi di intelligenza, ognuno importante in modo diverso. Nel 1983, Gardner ha parlato per la prima volta di 7 intelligenze, poi nel 1999 ne ha aggiunte altre 2, per un totale di 9. Ecco quali sono: Intelligenza linguistica: chi ce l’ha è bravo con le parole, sa parlare e scrivere bene. Intelligenza logico-matematica: è la capacità di ragionare, fare calcoli e risolvere problemi con la logica. Intelligenza musicale: chi la possiede capisce bene la musica, i suoni e il ritmo. Intelligenza spaziale: serve per capire le forme, gli oggetti e dove si trovano nello spazio. È utile per chi disegna, costruisce o legge mappe. Intelligenza corporeo-cinestesica: è la capacità di usare bene il proprio corpo e muoversi in modo coordinato. Utile per sportivi, ballerini, attori. Intelligenza interpersonale: è la capacità di capire gli altri, di comunicare e andare d’acco...

SPEARMAN E GUILFORD

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 SPEARMAN Charles Spearman era uno psicologo inglese. Nel 1927 ha studiato l’intelligenza e ha capito che è fatta da due parti: Fattore g: è l’intelligenza generale. Ce l’abbiamo tutti e serve in ogni tipo di compito. È qualcosa con cui nasciamo e non cambia molto con la scuola. Fattori s: sono abilità speciali che servono per compiti particolari, come la matematica o il disegno. Questi si possono migliorare con lo studio e l’esercizio. Esempio: Se devi risolvere un problema di geometria, usi sia il fattore g (cioè la tua intelligenza generale) che il fattore s legato alla geometria. GUILFORD  Joy P. Guilford era uno psicologo americano. Lui non credeva che ci fosse una sola intelligenza, ma tante, tutte diverse. Nel 1967 ha inventato un modello chiamato “cubo di Guilford”, perché immaginava l’intelligenza come un cubo composto da 120 abilità diverse, nate dalla combinazione di: Operazioni: sono i modi in cui la mente lavora (come ricordare, pensare, giudicare). Contenuti: son...

LA SCALA WAIS IV

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 LA SCALA WAIS IV Il Q.I. (Quoziente Intellettivo) può aiutare a capire: se una persona ha difficoltà o grandi capacità mentali, se può andare bene a scuola. Cos’è la Scala WAIS IV Nel 2008 è stato aggiornato il test per adulti, chiamato WAIS IV. Questo test viene usato in tutto il mondo e serve a calcolare un QI totale (Q.I.T.), guardando quattro capacità diverse: Comprensione verbale → capacità di usare bene il linguaggio e spiegare i concetti con le parole. Ragionamento visivo-percettivo → capacità di ragionare senza parole, per esempio usando immagini, cubi o puzzle. Memoria di lavoro → capacità di ricordare e rielaborare informazioni (come fare calcoli o ricordare numeri in ordine). Velocità di elaborazione → capacità di pensare e rispondere in fretta, mantenendo l’attenzione. Intelligenza: non è solo una cosa Con il test WAIS IV, l’intelligenza non viene più vista come una sola abilità, ma come l’unione di tante capacità diverse. Anche se i test sono diventati più precisi, no...

L'INTELLIGENZA

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L'INTELLIGENZA   L’intelligenza è l’insieme delle capacità che ci permettono di: pensare e ragionare, capire le cose, spiegare quello che succede, risolvere problemi, comunicare con gli altri, adattarci all’ambiente. In parole semplici, intelligenza significa “capire dentro”, cioè andare oltre quello che si vede subito e saper ragionare. 2. Come si misura l’intelligenza Durante il Novecento, gli studiosi hanno creato dei test di intelligenza per provare a misurare le capacità delle persone. I test servono per: individuare chi ha difficoltà e ha bisogno di aiuto, capire se qualcuno ha capacità straordinarie (cioè è un genio). Tuttavia, questi test non misurano tutto: per esempio, non valutano bene il talento artistico o creativo. Inoltre, se usati male, possono creare discriminazioni. 3. Il Q.I. (Quoziente di Intelligenza) Il primo test di intelligenza fu creato nel 1905 da Alfred Binet e Théodore Simon, per aiutare i bambini francesi in difficoltà a scuola. Il test si basava s...