L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE
L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Il termine “intelligenza artificiale” (in inglese Artificial Intelligence, o A.I.) è stato usato per la prima volta nel 1956 da John McCarthy, uno studioso americano.
Con questa espressione si indica la scienza che studia come far funzionare le macchine in modo intelligente, cioè come se avessero un’intelligenza simile a quella umana.
In pratica, si tratta di programmare un software (cioè un programma) che comandi una macchina (l’hardware) e le faccia fare cose che richiedono pensiero o decisioni.
Questa materia interessa tante discipline: informatica, matematica, ma anche etica e filosofia.
1. I DUE TIPI DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE SONO
Intelligenza artificiale debole
È un programma che sa fare solo un compito specifico, e lo fa bene.
Esempi:
Deep Blue, il computer che nel 1996 ha battuto il campione mondiale di scacchi.
Siri, l’assistente vocale dell’iPhone, che risponde alle nostre domande.
Però non può fare altro al di fuori del compito per cui è stato programmato.
Intelligenza artificiale forte
È un tipo di intelligenza artificiale che ancora non esiste, ma che sarebbe in grado di pensare come un essere umano, imparare da sola, capire idee complesse, pianificare e prendere decisioni in molti campi diversi.
Per crearla servirebbe un programma che funzioni come il cervello umano.
Se un giorno verrà creata, potrebbe diventare più intelligente delle persone, anche nella creatività e nei rapporti umani.
Secondo l’esperto Donald Knuth, oggi l’intelligenza artificiale riesce a pensare in modo logico (come giocare a scacchi o fare calcoli complicati), ma non sa ancora fare bene le cose che per noi sono naturali, come riconoscere un volto o distinguere un animale da un altro.
ESEMPIO:
Il test captcha (le scritte storte da copiare prima di entrare in un sito) è facile per noi, ma difficile per un computer. Questo perché il nostro cervello è abituato a riconoscere forme strane, mentre per un software è molto più complicato.
RIDUZIONISMO E ANTIRIDUZIONISMO
Quando si parla di intelligenza artificiale, c’è un dibattito importante tra due gruppi di pensiero:
RIDUZIONISMO:
Pensa che il cervello umano sia come una macchina.
Crede che con il giusto programma un computer potrà ragionare come una persona.
La macchina analizza un problema, lo divide in passaggi e trova la soluzione.
ANTIRIDUZIONISMO:
Dice che un computer non potrà mai essere come una persona vera.
Anche se può risolvere problemi complicati, non ha emozioni, non sente colpa, paura o gioia.
Non capisce davvero quello che fa: esegue solo ordini scritti da altri.

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