MODELLI DELLA COMUNICAZIONE
MODELLI DELLA COMUNICAZIONE
Esistono due principali modelli per spiegare come comunichiamo:
Il modello lineare
Il modello circolare
1. Il modello lineare (Shannon e Weaver)
È un modello inventato negli anni ’40 per spiegare come funziona la comunicazione, soprattutto ispirandosi al telefono.
Secondo questo modello:
La comunicazione è unidirezionale, cioè va in una sola direzione, da chi parla (emittente) a chi ascolta (ricevente).
Serve un codice comune (cioè un linguaggio condiviso) per capire il messaggio.
Il messaggio viaggia attraverso un canale (per esempio: voce, scrittura, internet…).
A volte ci può essere del rumore: qualcosa che disturba o rende difficile capire bene, come rumori forti, distrazioni o anche pensieri.
Esempio: se parli al telefono e c’è poca linea, potresti non capire bene il messaggio.
2. Il modello circolare (Scuola di Palo Alto)
Questo modello dice che la comunicazione non è a senso unico, ma è un processo continuo, dove tutti i partecipanti hanno un ruolo attivo.
Non si parla uno alla volta, ma ci si scambia segnali anche mentre l’altro parla (come un sorriso, un cenno, un’espressione).
Questi segnali si chiamano feedback e aiutano a capire se l’altro ha capito o no.
Anche il contesto (cioè la situazione, l’ambiente, il momento) è molto importante per capire bene il messaggio.
Qui il “rumore” non è solo un fastidio: fa parte della comunicazione stessa e può cambiare il significato del messaggio.
Le funzioni della comunicazione (Jakobson)
Oltre a capire chi parla, cosa dice e a chi, bisogna chiedersi anche: perché comunica?
Ecco le 6 funzioni principali della comunicazione:
Fatica: serve per iniziare, mantenere o interrompere la comunicazione.
Esempio: “Pronto?” al telefono.
Referenziale (o informativa): serve per dare informazioni su qualcosa.
Esempio: “La scuola chiude alle 13.”
Emotiva (o espressiva): serve per esprimere emozioni o stati d’animo.
Esempio: “Oggi sono felice” oppure si capisce dal volto triste.
Conativa (o persuasiva): serve per convincere o influenzare l’altro.
Esempio: “Chiudi la porta, per favore” oppure “Compra questo prodotto!”
Metalinguistica: serve per parlare del linguaggio stesso o per spiegare le parole.
Esempio: “Cosa vuol dire questa parola?” oppure una regola di grammatica.
Poetica: si concentra sulla forma del messaggio, cioè su come è detto, più che sul contenuto.
Esempio: una poesia, una canzone o uno slogan pubblicitario ben costruito.
.jpg)
Commenti
Posta un commento