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LA PRAGMATICA DELLA COMUNICAZIONE

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 LA PRAGMATICA DELLA COMUNICAZIONE  Negli ultimi anni, linguisti e psicologi hanno studiato come la comunicazione influisce sui comportamenti delle persone. Questo studio si chiama pragmatica della comunicazione. La comunicazione non è fatta solo di parole: conta anche il corpo, il tono della voce, i gesti, lo sguardo, e perfino il silenzio. Nel 1967, gli studiosi della Scuola di Palo Alto hanno scritto 5 regole importanti (chiamate assiomi) che spiegano come funziona la comunicazione tra le persone. 1. Non si può non comunicare Anche quando non parliamo, stiamo comunicando qualcosa.  Esempio: Se sei in aereo con le cuffie e non guardi chi ti sta accanto, stai comunque mandando il messaggio che non vuoi parlare.  Ogni comportamento (anche il silenzio) ha un significato per gli altri. 2. Ogni comunicazione ha un contenuto e una relazione Ogni volta che diciamo qualcosa: c’è il contenuto (cioè cosa diciamo), e c’è la relazione (cioè come lo diciamo e che tipo di rappor...

MODELLI DELLA COMUNICAZIONE

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MODELLI DELLA COMUNICAZIONE   Esistono due principali modelli per spiegare come comunichiamo: Il modello lineare Il modello circolare 1. Il modello lineare (Shannon e Weaver) È un modello inventato negli anni ’40 per spiegare come funziona la comunicazione, soprattutto ispirandosi al telefono. Secondo questo modello: La comunicazione è unidirezionale, cioè va in una sola direzione, da chi parla (emittente) a chi ascolta (ricevente). Serve un codice comune (cioè un linguaggio condiviso) per capire il messaggio. Il messaggio viaggia attraverso un canale (per esempio: voce, scrittura, internet…). A volte ci può essere del rumore: qualcosa che disturba o rende difficile capire bene, come rumori forti, distrazioni o anche pensieri. Esempio: se parli al telefono e c’è poca linea, potresti non capire bene il messaggio. 2. Il modello circolare (Scuola di Palo Alto) Questo modello dice che la comunicazione non è a senso unico, ma è un processo continuo, dove tutti i partecipanti hanno ...

LA COMUNICAZIONE

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 LA COMUNICAZIONE  Comunicare significa scambiarsi informazioni, pensieri o emozioni. Lo fanno le persone, gli animali, le piante, le cellule e anche le macchine. Le persone nascono con un bisogno naturale di comunicare. I neonati preferiscono stare con le persone piuttosto che con oggetti, e comunicano anche senza parlare: con il pianto, i gesti, le espressioni del viso e la postura. La comunicazione non verbale (cioè senza parole) viene prima di quella verbale. Ad esempio, un neonato sorride o piange prima ancora di dire una parola. All’inizio, i bambini comunicano senza volerlo, ma crescendo imparano a comunicare con uno scopo, cioè a farsi capire. Solo dopo iniziano a parlare e a usare la lingua vera e propria (parole, frasi, regole grammaticali). Inoltre, imparano come comunicare a seconda delle situazioni, ad esempio quando essere gentili o formali. Comunicare non vuol dire solo parlare, ma anche esprimersi con il viso, i gesti, i vestiti, oppure attraverso la musica, i ...

I DISTURBI DEL LINGUAGGIO

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  I DISTURBI DEL LINGUAGGIO Fin da piccoli iniziamo a imparare a parlare e capire gli altri. Però, durante la crescita, alcuni bambini possono avere difficoltà a imparare e usare bene il linguaggio. Il DSM-5, un manuale che classifica i disturbi mentali, parla dei disturbi specifici del linguaggio, che sono problemi legati a come si capiscono e si producono le parole. Un gruppo importante di questi disturbi sono i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA). Questi riguardano difficoltà nel leggere, scrivere e fare calcoli. Non dipendono da pigrizia o mancanza di intelligenza, ma da come funziona il cervello della persona.  I DSA principali sono: Dislessia: difficoltà a leggere. Il bambino legge lentamente e fa fatica a capire i segni delle parole. Disgrafia: difficoltà a scrivere bene a mano. Le lettere sono scritte male o in modo irregolare. Disortografia: difficoltà a scrivere le parole nel modo corretto. Il bambino fa errori quando trasforma i suoni in lettere. Discalculia...

IL CONTESTO DEL LINGUAGGIO

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  IL CONTESTO DEL LINGUAGGIO  La sintassi consente di trasformare i pensieri in linguaggio verbale, ma non basta per garantire una comunicazione efficace. Una frase può essere grammaticalmente corretta ma priva di senso se non ha un contesto adeguato. Al contrario, parole disposte in modo non grammaticale possono comunque comunicare un messaggio chiaro (es. “automobile, incidente, ospedale”). Il contesto extralinguistico è fondamentale per comprendere e produrre enunciati. Esso comprende: la situazione in cui avviene la comunicazione, le conoscenze pregresse dei parlanti. il luogo, il tempo, i ruoli sociali e culturali. Il contesto aiuta a interpretare correttamente anche parole omonime, cioè con la stessa forma ma con significati diversi (es. gru può indicare un animale o una macchina). Conoscere chi parla o la situazione può chiarire il significato. Inoltre, il contesto consente di sottintendere informazioni e prevedere il contenuto di un discorso. Esempio: la risposta “...

LA STRUTTURA DEL LINGUAGGIO VERBALE

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  LA STRUTTURA DEL LINGUAGGIO  Il linguaggio verbale è composto da diversi livelli connessi tra loro: Alla base ci sono i foni, cioè i suoni del linguaggio, trascrivibili con l’Alfabeto Fonetico Internazionale (IPA). Ogni lingua seleziona solo alcuni suoni, detti fonemi, cioè le unità minime che distinguono le parole (es. /d/ e /g/ in vendo e vengo). I fonemi si combinano per formare sillabe e morfemi, cioè le unità minime di significato (es. il suffisso -ndo). I morfemi formano le parole, che costituiscono il lessico. Le parole, unite secondo regole grammaticali, formano frasi. Le frasi, a loro volta, compongono un discorso o un testo scritto. Per comprendere una frase, non basta conoscere il significato delle parole: è fondamentale anche la sintassi, cioè l’ordine e la struttura delle parole. Le unità sintattiche sono i sintagmi, gruppi di parole con una funzione nella frase (es. soggetto, predicato, complemento).

IL LINGUAGGIO VERBALE

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GLI ESSERI UMANI E IL LINGUAGGIO Il linguaggio è il principale mezzo di comunicazione, usato da esseri umani, animali e tecnologia per scambiarsi informazioni. Esistono vari tipi di linguaggio: suoni, gesti, linguaggi animali, linguaggi di programmazione e la lingua dei segni. Solo l’uomo ha sviluppato linguaggi basati su codici simbolici astratti, come l’alfabeto. I significanti (suoni o segni grafici) rappresentano un significato (il concetto). Esempio: nella parola “APE”, le lettere sono il significante, l’insetto è il significato. Anche immagini e simboli possono essere significanti che comunicano lo stesso significato, come nel caso della parola “ACQUA” e delle immagini che la rappresentano. DAL LINGUAGGIO ALLA LINGUA Solo gli esseri umani usano il linguaggio verbale, reso possibile dall’evoluzione della laringe e da specifiche aree del cervello (area di Broca e area di Wernicke). Il linguaggio verbale dà origine alle lingue, ovvero sistemi di parole e regole grammaticali che form...